Allenarsi senza bere fa bruciare il 380% dei grassi in più? Beh probabilmente no (oltre che pericoloso) e se può incrementare il consumo lipidico lo fa a sfavore di quello calorico globale. Ma procediamo per ordine.
La tentazione di raccogliere informazioni da reel e contenuti brevi colpisce tutti. È virale (e memetico) in questi giorni un post che sostiene l’esistenza di uno studio scientifico che sostiene che allenarsi senza bere porta a un maggior consumo di grassi (lipidi). La conclusione di questi brevi video e post è che le quarantennali pubblicità di prodotti come Gatorade e Powerade siano in qualche modo mendaci.
…In realtà, quando un contenuto diventa virale così rapidamente, il primo passo è verificare se esiste davvero la fonte scientifica citata. Nel caso specifico, lo “studio” che dimostrerebbe un aumento del consumo di grassi allenandosi senza bere non è rintracciabile in letteratura scientifica indicizzata. Questo è già un elemento sufficiente per trattare il claim con cautela.
Cosa dice davvero la letteratura scientifica
Se si analizzano gli studi pubblicati su riviste peer-reviewed in ambito di fisiologia dell’esercizio, emerge un quadro piuttosto coerente.
Uno dei riferimenti più citati è lo studio di Logan Sprenger et al. (2015), pubblicato su Medicine & Science in Sports & Exercise, che ha analizzato gli effetti della disidratazione sull’utilizzo dei substrati energetici durante esercizio prolungato. I risultati mostrano che, in condizioni di disidratazione:
- aumenta l’ossidazione dei carboidrati
- diminuisce l’ossidazione dei grassi
Questo dato è particolarmente rilevante perché contraddice direttamente l’idea virale: non bere durante l’attività fisica non aumenta il consumo di lipidi, ma tende a spostare il metabolismo verso i carboidrati.
Un filone simile si ritrova nei lavori di José González Alonso, che ha studiato gli effetti della disidratazione e dello stress termico sulla fisiologia dell’esercizio. Le sue ricerche evidenziano che la riduzione del volume plasmatico e l’aumento della temperatura corporea portano a:
- maggiore attivazione del sistema simpatico
- aumento della glicogenolisi
- maggiore dipendenza dai carboidrati come fonte energetica
Anche in questo caso, il risultato va nella direzione opposta rispetto al messaggio diffuso sui social.
Il fraintendimento: digiuno vs disidratazione
Una parte della confusione nasce da un’errata sovrapposizione tra due ambiti distinti della ricerca: disponibilità di carboidrati e stato di idratazione.
Gli studi che mostrano un aumento dell’ossidazione dei grassi durante l’esercizio riguardano prevalentemente l’allenamento a digiuno o con basse riserve di glicogeno. Un esempio è il lavoro di Yuki Iwayama et al. (2015), pubblicato sul Journal of Applied Physiology, che dimostra come l’esercizio svolto prima della colazione aumenti l’ossidazione dei grassi nelle 24 ore successive.
In questo caso, il meccanismo è chiaro: la ridotta disponibilità di carboidrati costringe l’organismo a utilizzare una quota maggiore di lipidi. Tuttavia, questo fenomeno non ha nulla a che vedere con l’idratazione.
Confondere questi due aspetti porta a una conclusione errata ma comunicativamente efficace: trasformare un effetto legato alla nutrizione in un presunto effetto della disidratazione.
Idratazione, performance e metabolismo
Dal punto di vista fisiologico, l’idratazione svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della performance. Una perdita di liquidi pari anche solo al 2% del peso corporeo è associata a:
- riduzione della capacità aerobica
- aumento della percezione dello sforzo
- peggioramento dell’efficienza metabolica
Questi fattori incidono indirettamente anche sul consumo energetico complessivo. Un atleta o un soggetto che si allena in condizioni di disidratazione tende a ridurre l’intensità o la durata dell’esercizio, con un impatto negativo sul dispendio calorico totale.
Il ruolo di una preparazione isotonica per l’allenamento
Se lo scopo dell’allenamento è il dimagrimento, è corretto cercare di far lavorare il corpo al meglio per massimizzare il risultato ed evitare svenimenti, crampi o chissà quale altro scompenso. Se le bevande sport commerciali dei soliti marchi possono utilizzare ingredienti scedenti e mal dosati, coloranti artificiali etc. un prodotto tecnico come Sprintade® Hydro o Nitred® permettono e a minor prezzo, di sostenere l’allenamento idratando e ristabilendo l’equilibrio dei sali minerali.
Una bassa dose di carboidrati, sotto forma perlopiù di amidi complessi e assimilabili, da ai muscoli ristoro e se certamente non sballa gli obiettivi di una dieta (poche calorie) fa si che il consumo totale durante l’allenamento sia massimizzato e senza rischi (soprattutto durante la stagione estiva)
Conclusione
Il messaggio corretto, supportato dalla letteratura, è quindi opposto a quello virale: una corretta idratazione è un elemento fondamentale per ottimizzare sia la performance sia, indirettamente, i risultati metabolici dell’allenamento. Sia con un prodotto tecnico e completo come Nitred® o anche solo con una borraccia di acqua fresca!





